D.M. 28/10/2025 – Prestazioni energetiche degli edifici: aggiornamento delle metodologie di calcolo, prescrizioni e requisiti minimi


D.M. 28/10/2025 – Prestazioni energetiche degli edifici: aggiornamento delle metodologie di calcolo, prescrizioni e requisiti minimi

Il Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025 segna una nuova tappa nell’evoluzione normativa italiana in materia di prestazioni energetiche degli edifici, recependo gli aggiornamenti europei e armonizzando il quadro metodologico per la progettazione, la riqualificazione e la certificazione degli immobili. Il provvedimento integra e aggiorna i precedenti decreti attuativi (D.M. 26/06/2015, D.M. “Requisiti Minimi”, Linee Guida APE), con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio nazionale e favorire la transizione verso un parco immobiliare a emissioni quasi nulle.


1. Obiettivi del decreto

Il D.M. 28/10/2025 persegue quattro finalità principali:

  1. Aggiornare le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche, integrando modelli più accurati e coerenti con le norme UNI/TS 11300 aggiornate.

  2. Rafforzare i requisiti minimi per gli edifici nuovi e per le ristrutturazioni importanti, allineandoli agli standard europei NZEB ed EPBD 2025.

  3. Introdurre prescrizioni tecniche uniformi per l’involucro edilizio, gli impianti e i sistemi di gestione energetica.

  4. Aumentare la qualità e l’affidabilità dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica), introducendo controlli più rigorosi e criteri di trasparenza.


2. Nuove metodologie di calcolo

Il decreto aggiorna le procedure di calcolo della prestazione energetica secondo tre direttrici essenziali:

2.1. Adozione dei modelli dinamici semplificati

Per alcuni casi specifici (edifici ad alta efficienza, grandi superfici vetrate, sistemi complessi), viene introdotta la possibilità di utilizzare:

  • metodi dinamici orari conformi alla UNI EN ISO 52016,

  • simulazioni energetiche avanzate per valutare comfort estivo/invernale e fabbisogni reali.

2.2. Revisione dei fattori di conversione

Il fabbisogno di energia primaria viene aggiornato con:

  • nuovi fattori di conversione in energia primaria (fEP),

  • maggiore valorizzazione delle rinnovabili in autoconsumo,

  • penalizzazioni progressive per sistemi ad alta impronta carbonica.

2.3. Integrazione con i sistemi di monitoraggio

Per gli edifici di classe energetica A1 o superiore, è prevista la possibilità di utilizzare dati reali di monitoraggio per la verifica della prestazione energetica nel tempo.


3. Prescrizioni tecniche

Il decreto definisce nuove prescrizioni per involucro, impianti e sistemi tecnologici.

3.1. Involucro edilizio

Sono introdotti limiti più severi per:

  • trasmittanza termica delle superfici opache e trasparenti,

  • trattamento dei ponti termici (obbligo di verifica analitica o modellazione),

  • prestazioni estive tramite fattore di guadagno solare e protezioni mobili.

3.2. Impianti termici

Gli impianti devono essere conformi a criteri di efficienza più stringenti:

  • obbligo di pompe di calore ad alta efficienza per nuove costruzioni,

  • requisiti minimi per la produzione di ACS tramite solare termico o PDC,

  • sistemi di regolazione evoluti (smart control, sensori ambiente, termoregolazione digitale).

3.3. Fonti rinnovabili

Aumenta la quota minima di energia rinnovabile da integrare negli edifici, con obiettivi progressivi al 2030:

  • almeno il 65% dell’energia termica da rinnovabili,

  • 100% dell’energia elettrica in copertura o con comunità energetiche per gli edifici pubblici di nuova costruzione.


4. Requisiti minimi per gli edifici

I requisiti minimi vengono articolati in tre categorie:

4.1. Edifici di nuova costruzione

Obbligo di:

  • soddisfare gli standard NZEB,

  • verificare prestazioni energetiche stagionali,

  • garantire valori limite di EPgl,nren inferiori del 20% rispetto ai precedenti.

4.2. Ristrutturazioni importanti

Per interventi di livello 1 e 2:

  • standard minimi su involucro e impianti,

  • integrazione obbligatoria di rinnovabili,

  • verifica del comfort termoigrometrico e della qualità dell’aria interna.

4.3. Edifici esistenti – Riqualificazioni parziali

Per interventi puntuali:

  • rispetto delle trasmittanze limite,

  • sostituzione obbligatoria dei generatori obsoleti sotto determinate soglie di efficienza.


5. Nuove regole per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)

Il D.M. 28/10/2025 aggiorna le Linee Guida nazionali per l’APE:

  • format digitale unico e interoperabile,

  • introduzione del QR code nazionale,

  • sistema di controlli più rigoroso (audit randomizzato e per categorie di rischio),

  • classificazione energetica aggiornata con nuove fasce ad alte prestazioni (A5, A6).


6. Implicazioni per professionisti, imprese e cittadini

Il decreto comporta una serie di impatti concreti:

6.1. Per i professionisti

  • maggiore attenzione agli aspetti dinamici e alla simulazione energetica,

  • necessità di aggiornamento formativo continuo,

  • responsabilità tecnica più rilevante per APE e progettazione.

6.2. Per le imprese

  • adeguamento dei prodotti edilizi ai nuovi limiti,

  • crescita del mercato per pompe di calore, sistemi smart e rinnovabili,

  • possibilità di accedere più facilmente a bandi e incentivi.

6.3. Per i cittadini

  • edifici più confortevoli e con consumi ridotti,

  • incremento del valore immobiliare,

  • riduzione delle bollette e delle emissioni climalteranti.


Conclusioni

Il D.M. 28/10/2025 rappresenta un passaggio fondamentale verso un’edilizia più sostenibile, efficiente e trasparente. L’aggiornamento delle metodologie di calcolo, delle prescrizioni tecniche e dei requisiti minimi risponde alla necessità di allineare il patrimonio edilizio italiano alle strategie europee di decarbonizzazione e agli obiettivi di neutralità climatica.
Le nuove regole richiedono un forte impegno da parte di progettisti, imprese e istituzioni, ma aprono anche importanti opportunità in termini di innovazione, competitività e qualità dell’abitare.