🎥 SENTENZA CONSIGLIO DI STATO 10036/2025
Accesso agli atti e know-how aziendale: dove finisce la trasparenza e dove inizia la tutela della riservatezza?
Oggi parliamo di una importante pronuncia del Consiglio di Stato — la sentenza n. 10036/2025 — che ha ribadito concetti chiave sul diritto di accesso agli atti delle gare pubbliche, soprattutto quando questo si scontra con il know-how aziendale e i segreti tecnici o commerciali.
📌 Il contesto: diritto di accesso e codecisione
Quando un operatore economico partecipa a una procedura di appalto, ha il diritto di conoscere gli atti che riguardano la gara e la propria posizione (come previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici – d.lgs. n. 36/2023). Tuttavia:
- questo diritto non è assoluto;
- può essere limitato quando si tratta di informazioni riservate, come segreti tecnici o commerciali o il know-how aziendale.
📚 Cosa dice il nuovo Codice dei contratti pubblici?
L’articolo 35 del d.lgs. n. 36/2023 prevede due aspetti fondamentali:
✔️ Accesso in linea generale ai documenti di gara;
✔️ Limitazioni / oscuramento quando i documenti contengono segreti tecnici o commerciali (know-how). Tuttavia, questi ultimi possono essere residui di interesse difensivo in giudizio solo se indispensabili per tutelare i propri diritti.
📍 I fatti della sentenza n. 10036/2025
Ecco cosa è successo nella vicenda esaminata:
- Una gara complessa ad alto contenuto tecnico vedeva due raggruppamenti di imprese partecipanti.
- Il secondo classificato impugnava l’aggiudicazione, lamentando che l’accesso integrale ad alcune parti dell’offerta tecnica dell’aggiudicatario fosse stato negato.
- La stazione appaltante aveva giĂ fornito tutta la documentazione rilevante ai fini di valutazione, oscurando solo gli allegati tecnici ulteriori e non usati per la valutazione, ritenuti parte del patrimonio aziendale riservato.
⚖️ La chiave della pronuncia: l’indispensabilitĂ
Il Consiglio di Stato ha ribadito un principio fondamentale:
L’accesso difensivo non può trasformarsi in un “accesso esplorativo” del know-how altrui.
Deve esserci un nesso concreto e stringente tra i documenti richiesti e le esigenze difensive in giudizio.
In altre parole:
🔹 Se la documentazione già ostesa è sufficiente per verificare la correttezza dell’azione amministrativa → non serve concedere altro materiale riservato.
🔹 La semplice volontà di vedere più documenti per “capire meglio” non è un motivo sufficiente per accedere alle parti che contengono know-how o segreti tecnici.
🧠Cos’è il “know-how” e come si tutela?
Il know-how si riferisce a competenze tecniche, pratiche o informazioni sviluppate con investimenti e ricerche, che offrono vantaggi competitivi alle imprese. Non è ogni dettaglio tecnico, ma solo quello che:
- ha valore economico;
- è oggetto di protezione specifica;
- può garantire un vantaggio concorrenziale.
Quindi, il Consiglio di Stato ha riaffermato che non basta dire “contiene know-how” per impedire l’accesso: bisogna dimostrare concretamente i motivi, con riferimento a specifici documenti.
⚖️ Bilanciamento tra beni costituzionali e interessi economici
La sentenza n. 10036/2025 ha ribadito che:
✅ La trasparenza amministrativa è un valore primario.
➡️ Tuttavia, non può degenerare in uno strumento per acquisire informazioni strategiche altrui.
Il giudice ha quindi sancito un bilanciamento:
📍 diritto di difesa vs. tutela della concorrenza e know-how aziendale;
📍 accesso agli atti vs. protezione dei segreti industriali.
📅 Perché è importante questa sentenza?
Questa pronuncia rappresenta un modello di interpretazione applicativa dell’art. 35 del Codice:
👉 delimita con precisione cosa può essere chiesto in accesso difensivo,
👉 cosa deve ritenersi riservato,
👉 e quando l’accesso può essere negato senza violare i principi di trasparenza o di effettività del diritto di difesa.
đź§ľ In sintesi
- L’accesso agli atti di gara è un diritto, ma non illimitato;
- Il know-how aziendale può giustificare la limitazione di accesso solo se oggettivamente dimostrato e specifico;
- La prova dell’indispensabilità — cioè che non esistono altri mezzi per tutelare il proprio diritto — è il fulcro dell’accesso difensivo;
- La P.A. deve operare un bilanciamento concreto e motivato, documentando le scelte di ostensione o oscuramento.